| Coluna
Italiana
27/06/2003
CENTRO CULTURAL ITALIANO DE PALOTINA
GL´ITALIANI CON LA PAROLA
Por Lirio João Lolatto
IL SILENZIO SU UN FALSO STRICO
In fondo non era scontato che da parte
della cultura laico-progressista italiana, la cultura dei
politici, ma anche degli intellettuali, non vi fosse alcuna
levata di scudi di fronte alla singolare omissione del Cristianesimo
tra le radici storiche dell´Europa decretata dagli autori
del progetto di Costituzione europea. Non solo invece, come
si sa, non c´è stata alcuna levata di scudi,
ma, se non sbaglio, c´è stato di più:
un generale silenzio, quase che una questione di tal fatta
totalmente diversa, sai chiaro, dall-invocazione a Dio che
alcuni avrebbero desiderato ma a cui sarei stato personalmente
contrario, che una questione di tal fatta, dicevo, che tira
in ballo la storia, il passato e la memoria, non meritasse
qualche parola almeno di rfessione. Quel silenzio si spiega
in un modo solo: come sintimo ulteriore della dificoltà
crescente della cultura di cui sto dicendo a prendere atto
delle gigantesche novità dei tempi, del fatto che sta
nascendo un mundo del tutto fuori dal suoi schemi. Um mondo,
in particolare, che tende a porre in una luce irremediabilmente
ambiqua proprio la categoria di progresso che della cultura
laico-progressista è ovviamente il cardine.
In che senso, per esempio, può
dirsi un progresso che nascano bambini non più concepiti
da un padre e da una madre? In che senso è un progresso
che in molte regioni dell´Africa non vi sia un potere
diverso da quello di molte sciagurate eliite locali? In che
senso è un progresso che più della metà
degli adolescenti italiani non sappiano capire di che tratta
un quadro di argomento religioso?
Ammettere la sopraggiunta radicale
ambiguità del progresso vuol dire accettare il fatto
che ormai, in Occidente, l´Illuminismo è finito,
È finito non solo in quanto promessa di emancipazione
totale dell´uomo o in quanto possibile orizzonte dell´intera
umanità (cinesi o islamici illuministi ci appaiono
oggi alquanto improbabili), ma è finito altresi l`Illuminismo
come effettivo fronte di battaglia dentro di noi e dentro
le nostre società tra Ragione e Superstizione, tra
Libertà e Asservimento. Di consequenza ha perso senso
anche l´obbligatorio tabù antireligioso e in
specie anticattolico che era un aspetto centrale dell´Illuminismo
progressista ma che , sono convito, è il vero motivo
dell´inspiegabile silenzio con cui la cultura di quell´orientamento
ha oggi accolto il famoso preambolo.
La quale cultura non si avvede, tra
l´altro, che il´Illuminismo è finito anche
perchè dovunque poteva, e fino al limite che era giusto
e possibile, esso ha in realtà ormai vinto. Ha riporto
grandi vittorie proprio sul suo avversario più aspro:
sul Cattolicesimo, obbligato da tempo ad accettare la libertà
di coscienza, il diritti dell´uomo, la piena laicità
delle istituzioni secolari. Cattolicesimo che forse proprio
per questo si mostra consapevole – come indicano le
richeste di perdono da parte del Papa – della necessità
di aprire se stesso ai tanti ripensanti che i tempi chiedono,
condizione indispensabile, questa, per riuscire ad ascoltare
anche la voce di nuove profezie.
Come risponde a tutto ciò la
cultura laico-progressista italiana, cultura politica ma non
solo? L´ho detto: con la paura di rompere il suo piccolo
tabù illiministico-antireligioso e assumendo le vesti
di un distratto, svagato osservatore di fronte alle pur clamorose
falsificazioni storiche dei signori della Convenzione europea.
La cultura laico-progressista risponde mostrandosi apparentemente
indefferenti di fronte ai grandi problemi del nostro passato
e della nostra identità, di ciò che siamo e
che, è augurabile, vogliamo continuare a essere; dando
quasi a credere che di passato, alla fin fine, gliene interessa
davvero soltanto uno: il suo e basta.
Vem aí
V Jantar Dançante
Italiano
Promoção: ASFUCA de Palotina, com apoio do Centro
Cultural Italiano
Animação a cargo do italianíssimo Cassol
e o GRUPO SOLE MIO SHOW
O Centro Cultural Italiano de Palotina
convida a todas as etnias, não só a italiana,
que participem para que esta festa possa tornar-se tradição
em nossa cidade e futuramente ser reconhecida na região,
e que cresça cada vez mais.
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