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24 de julho de 2003












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Coluna Italiana
24/07/2003

CENTRO CULTURAL ITALIANO DE PALOTINA
GL´ITALIANI CON LA PAROLA
Por Lirio João Lolatto

E il Fuhrer scrisse: Mussulini è un genio

Il Fuhrer aveva un´altissima opinione del dittatore italiano, a differenza di lui al potere da anni Continuò ad ammirarlo anche dopo il loro primo incontro nel 34, sebbene non fosse stato positivo. L´Italia facista e l´Unione Sovietica erano di ispirazione a Hitler: lo folgorava il fatto che, in un´Europa piena di parlamenti, avessero istaurato il partito unico, come lui fece poi nel 33. Hitler credeva genuinamente che Mussulini fosse l´uomo del destino, in grado di trasformare gli italiani in tedeschi.
Uno è che fin dal principio il Fuhrer vide nell´Italia il suo alleato naturale, tanto da non contestarle il controllo dell´Alto Adige, Affidatogli dal Tratato di pace della Prima guerra mondiale. L´altro è che capi che la guerra con l`America sarebbe stata inevitabile e che incominciò a prepararla prima ancora di salire al potere.

Fin dai primi anni Venti, Hitler asserì che l´Italia, che voleva espandirse nei Balcani e nel Mediterraneo, si sarebbe scontrata con la Francia, la nemica della Germmania, e con si sarebbe opposta all´espansione tedesca nell´Europa dell´Est. Considerava quindi logico un asse Berlino – Roma, molto più che in Mein Kamp. Ma si trovò in dificoltà sul Sud Tirolo.

Mussulini avviò l´italianizzazione dell´Alto Adige e l éstrema destra tedesca strepitò. Hitler chiari la sua posizione, andando di nuovo oltre Mein Kamp, per evitare che i nemici la strumentalizzassero a suo danno. Disse che l´alleanza con l´Italia sarebbe stata cosi stretta da costituire untutto unico e che avrebbe permesso ai 200 mila tedeschi nel Sud Tirolo di scegliere se restavi o trasferirsi in Gemmania. Ma dovette glissare su questo punto dopo l´intesa in casa con la destra.
Da Mussulini. Riteneva che incamasse la sua teoria del comando, perchè aveva avuto il coraggio e la grandezza – cosi cotò – di rivoluzionare il sistema, di ergersi a leader e gli aveva dato l´esempio. Oggi ci si chiede che cosa vedesse nel Duce ma allora, dal suo punto di vista, il Duce era l´uomo che faceva ciò che doveva essere fatto, che aveva sempre raggione.

Non gli dedicò una profonda riflessione. Quello che lo interessava era come si fosse costituito in un movimento di massa inclusivo dei giovani e delle donne e avesse sancito il principio del capo supremo. Negli anni Vinti, i facisti si erano infriltati in tutti i settori della vita italiana e Hitler decise di copiali in Germania, Nell´ambito delle sue dottrine razziali naturalmente.

Marginale, l´analisi dell´Italia è quasi solo politica. C´è invece una sorta di dottrina della guerra permanente. Hitler delinea una Germania sempre in armi, che marcia in parallelo con l´Italia sulla strada delle conquiste e in più elimina la cosiddetta piaga del semitismo dall´Europa. Ma non accenna a uno scontro con l´Urss, forse perchè ne ammira il regime.

Prclama la necessità della espansione territoriale tedesca. Ma per Hitler il motivo del comflitto con l´America è un altro. Hitler si sofferma sulle nuove leggi. Usa che riducono l´immigrazione dala Europa meridionale e orientale e che aumentano quella dala Europa settentrionnale e occidentale. Teme che sia una selezione della razza del nuovo mondo – i più colti e i più “ ariani” – a scapito del vecchio e che alteri l´equilibrio delle forze. Conclude che uno dei suoi compiti più urgenti è muovere guerra agli Stati Uniti.

Passarano 13 anni prima che la faccia, perchè Hitler deve concentarsi sulla guerra alla Francia e all´Inghilterra. Il Fuhrer ordina il riarmo tedesco e lo completa nel 37. Quell´anno prepara il conflitto con l´America: pianifica i Bombardieri di New York, aerei che possano colpire la Grande Mela e ritomare senza bisogno di riformenti; e corazzate con cannoni da 18 pollici contro quelli da 16 pollici americani. La loro produzione è prevista per il 39.

L´invasione della Polonia provoca la Seconda guerra mondiale e tutte le risorse tedesche devono esserle dedicate. Hitler non è stupido, sa che le nuove tecnologie militari possono determinare l´esito del conflito. E la sua altra sfida all´America e la perde.

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