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15 de agosto de 2003












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Coluna Italiana
15/08/2003

CENTRO CULTURAL ITALIANO DE PALOTINA
GL´ITALIANI CON LA PAROLA
Por Lirio João Lolatto

L´italia Debito ridotto a chi ci aiuta.
I Paesi africani chiedono investimenti.

C´è anche la riduzione del debito con l´italia tra gli incenivi che il governo offre agli Stati pronti a bloccare in casa propria i flussi di immigrazione clandestina diretti verso il nostro Paese. Al di lá dei proclami di facciata sull´aiuto ai poveri, fin dal tempo dei govemi dell´Ulivo questa misura è stata impiegata soprattutto con uno scopo: convincere numerose nazioni ad affondare progetti di riforma dell´Onu sconvenienti per noi e a votare le nostre candidature ai seggi temporanei del Consiglio di sicurezza ieri, in una colazione offerta a 24 ambasciatori africani, il ministro degli Esteri Franco Frattini ha colto l´occasione per far capire che anche frenare in partenza l´emigrazione illegale può servire a rendere meno disastroso un bilancio statale.

Dagli ambasciatori è venuta la richiesta di più investimenti. La risposta è stata che le nostre aziende devono essere messe in condizione di lavorare con sicurezza e con maggiore efficienza da parte delle burocrazie locali. Dovunque nel mondo, i contati tra Stati su come scoraggiare i viaggi dei disperati sono fatti di scambi di appoggi politici e anche di trattative come al mercato. Gli affari delle bande che mettono in mare quei poveracci, a rischio di farli orire, si innestano su un grande fenomeno spontaneo. Per tante polizie è materialmente difficile da controllare, tuttavia alcuni regimi tendono a chiudere un occhio in attesa di ricame vantaggi. Al momento sono 17 gli Stati con i quali l´Italia ha in piedi un confronto per raggiungere accordi di riammissione, senza i quali rispedire nel Paesi di privenienza i clandestini è un´operazione molto più lunga e spesso impossibile.

Secondo la legge. Bossi- Fini, le persone ad entrare di nascosto nel nostro Paese vanno tenute nei cosiddetti centri di accoglienzaal massimo 60 giorni. I rimpatri possono anche avvenire in base al principio del diritto internazionale secondo il quale uno Stato ha il dovere di riammesttere sul proprio territorio i propri cittadini respinti da un altro. Ma ali accordi di riammissione servono, per esempio, a definire tempi certi nella collaborazione che occore dal Paese di provenienza per l´indentificazione del fermato e il rilascio dei documenti necessari al suo viaggio di ritorno. Il governo Berlusconi ha formato gli accordi con Malta, Maldavia, Cipro, Sri Lanka e un nuovo testo con Serbia-Montenegro. Tra gli Stati ritinuti efficaci da Farmesina e Viminale nel combattere l´emigrazione clandestina non c´è soltanto l´Albania. Lo Sri Lanka viene ritenuto esemplare. Il lavoro da fare però resta molto. Con la Libia, dalla quale passa il flusso più consistente verso l´Italia, formato quasi tutto da non libici, è in via di definizione un´accordo contro le partenze illegali preparato dal ministro Giuseppe Pisanu, però uno di riammissione non è neppure all´ordine del giorno. Tra i 17 Stati, veri negoziati sono aperti con 14.

Quasi sempre, un ostacolo sta nella richiesta dai potenziali Paesi contraenti di maggiori quote di emigrazione legale in Italia. Quote che l´Italia definisce di anno in anno con un decreto, mentre gli accordi di riammissione riguardano archi di tempo più lunghi.

Storiette dei nostri noni

Come ciapar la tigre (dialeto)

Quando ghe ze rivadi i primi taliani i zê ndati de star dove ghe zera tanto mato, tante tigre e luri i gavea paúra dea tigre. A ghe tochea dormir alti de tarra, pa poder dormir in pace. Un giorno i ha fato na reunion pa veder cossa se podea far pa defenderse de le tigre.

Lora i ha dissidio da far na grande gábia de ferro. Tutti d´accordo, mabisognea meter rento la gábia coalcossa che piasea a la tigre.
Lora uno el dize:

A la tigre ghe pisase i negri. Lora i disside de méter rento un casal de negri. Ma uno l´osserva:

Se metermo un casal insieme i se mete parlar e le tigre le scapa via.
Lora i ha messo solo el negro e de lá otto giorni i vá véder, no i ghea ciapá gnente, lora i ha mená casa el negro e i ha messo rento la negra. El primo giorno che i vá vêder i cáta la trápola sbarrada e i dize:
Oba sta volta si ghemo ciapá coalcossa!

I vá pinpian... pinpiam... e i vêde la trápola piena de Taliani... e gnente de tigre.

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