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6 de junho de 2003













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Coluna Italiana
23/05/2003

CENTRO CULTURAL ITALIANO DE PALOTINA
GL´ITALIANI CON LA PAROLA
Por Lirio João Lolatto

CRISTIANI, SENTINELLE DELLA PACE

Se l´esito della guerra impari di stati Uniti e Gran Bretagna contro l´Iraq, fin dall´inizio è sempre apparso scondo, non altrettanto si può dire delle conseqiuenze che, nel tempo, produrrà nel mondo arabo e in Occidente. Sui circuiti televisivi internazionali tutti abbiamo visto, nella loro lacerante crudeltà, le immagini di uba disperata situazione sanitaria, della mancanza di cibo, acqua ed eletricità: un´emergenza che ha spinto la popolazione ad atti di vandalismo e vendetta. Le consequenze umane e sociali di questa guerra rimagono gravi, come grave rimane la crisi politica innescata dall´azione unilaterale di stati Uniti e Gran Bretagna, a spese dell´Onu. Adesso quanto peseranno le Nazioni Uniti nella ricostruzione dell´Iraq? Quanto pretenderennno per sè i falchi dell´amministrazione Busch e le multinazioneli? Quanto tempo passerà prima che il popolo iracheno possa ritornare democraticamente in processo del proprio Paese, dissolvendo cosi l´incubo che una guerra di liberazione sia letta dal mondo arabo come una guerra d´occupazione?

Amare e profonde rimangono le ferite che questo conflito ha aperto, contrapponendo sempre più l´Islan al mondo cristiano. C´è il rischio che per combattere il terrrorismo si venda a spegnare ogni rapporto tra cristiani e mussulmani, provocando reazioni aggressive da parte dei popoli del Medio Oriente anchbe contro chi offre loro aiuto e gesti di solidarietà. Iniziata con la prospettiva di una breve durata, questa guerra, come quella in Afganistan, ha dimostrato giorno dopo giorno, rischi e costi sempre più alti e una vastità di campi di battaglia che sin sono moltiplicati. Basti pensare al clima politico internazionale, ai rapporto con la Turchia ai dieci milioni di curdi che vivano, entro i suoi confini o, in dimensioni geopolitiche ancora più ampie, ad un´escalation che possa riguardare anche Siria e Iran, all´aggressività che la guerra ha accentuato in Giordania, in Palestina e tra i tanti muisulmani che vivano in Occidente.

Durante il conflitto in Iraq abbiamo assistito ad un crescendo di manifestazioni per invocare la pace. In ogni continente, milioni di persone sono scese nelle piazze ed hanno marciato lungo le vie delle loro città esprimendo la loro sensibilità contro la guerra. Questa sensibilità è positiva, ma vorremmo che tale desiderio di pace si estendesse a tutte le guerre, e risvegliasse l´attezione déll´opinione pubblica mondiale, poco informata, verso tutti i conflitti che tuttora insanguinano vasti territori dell´Africa e dell´Asia. Nel mondo si contano una cinquentina di guerre solo per la gestione delle fonti energetiche e di sussistenza: non solo petrolio, quindi, ma anche acqua, la cui scarsità è causa, ogni giorno, della morte de migliaia di persone.
Quando le guerre minacciano le sorti dei popoli, divine un imperativo morale ineludibile quello di proclamare che solo la pace è la condizione per costruire un futuro più giusto e solidale per ogni singolo nazione e per il mondo intero. Non basta dire no alla guerra; per costruire la pace bisogna progettare un ordine economico, politico e giuridico internazionale più giusto. Alta e autorevole è giunta, in questo contesto, la voce di Giovanni Paolo II che si è fatto più volte interprete dell´anelito di pace delle Chiese cristiane e di tanta parte dell´umanità. Nel suoi appelli il Papa ha cercato di illuminare le coscienze dei capi delle nazioni sulle gravi responsabilità della guerra; ha riconfermato la sua fiducia nell´Onu che rimane, nei suoi limiti, L´unica autorità internazionale;ha condannato infine ogni atto terroristicoe la logica della guerra, anche quella preventiva, convinto che “mai la violenza e le armi possono risolvere i problemi degli uomini”.

Come cristiani noi siamo invitati ad essere “sentinelle della pace”, ad implorarla “come speciale dono del Risorto”. Una pace radicata in Dio, liberata da ogni ideologia e da ogni strumentalizzazione; una pace possibele, attesa e vicina all´uomo.

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