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5 de Dezembro de 2003













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Coluna Italiana
05/12/2003

CENTRO CULTURAL ITALIANO DE PALOTINA
GL´ITALIANI CON LA PAROLA
Por Lirio João Lolatto

L´AMERICA ED IL BRASILE DI
Amerigo Vespucci

Continua la presentazione dei viaggi di Amerigo Vespucci iniziata nell´edizione passata.

Le due prime spedizioni già permettono la stesura di prime mappe che certificano la presenza di un grande continente a Sud delle terre già toccate da Cristoforo Colombo. Il secondo viaggio gli diete la definitiva conforme che davanti a lui si estendeva un continente del tutto nuovo e non le ultime propaggini dell´Asia, come altri esploratori ancora credevano.

IL TERZO VIAGGIO – Questo viaggio è il primo fatto per conto della corona portoghese e porterà Vespucci a costeggiare tutto il continente sud-americano, fino alla Patagonia. Salpate da Lisbona il 13 maggio 1501, le navi protoghesi giunsero quasi fino allo Stretto di Magellano e battezzando come Baia di Tutti in Santi l´attuale Salvador di Bahia. Il ritorno a Lisbona è datato 7 setembre 1502.

IL QUARTO VIAGGIO – Di questo ultimo viaggio non tutti gli studiosi sono convinti. Partito da Lisbona il 10 maggio 1503, il navigatore italiano toccò Fernando di Noronha e, negli scogli dell´arcipelago, la flotta, composta di sei navi, perdette la nave ammiraglia. Poi la spedezione continuà verso Sud e rimase un paio di mesi nel continente sud-americano, per fare ritorno a Lisbona il 18 giungno 1504.

Ritornato in Spagna, nel 1508 è nominato dalla regina Giovanna Piloto Mayor con il compito di preparare i piloti gli strumenti e le carte nautiche delle sucessive spedizioni. Morì a Siviglia il 22 febbraio 1512.
Tutto, oltre a mettere in dubbi la reale paternità di Cristoforo Colombo nella scoperta dell´America, risalta anche che già prima di Pedro Alvares Cabral, Amerigo Vespucci era arrivato, documentandolo, nelle coste del Nord-Est brasiliano. E ciò ha riaperto l´infinita diatriba che per 5 secoli ha diviso storici ed umaniti, dibattiti mai definitivamente conclusi.
(da revista insieme)
Favole

I fichi del parroco

Un parroco di campagna chiamato Arlotto era orgoglioso della pianta di fico che cresceva nel suo orto. Um anno, alla fine dell´estate, fra le foglie adocchio due grossi fichi che stavano per maturare. Quando gli sembrarono maturi chiamò il figlio del sagrestano e gli disse:
- A mezzogiorno mi coglerai due fichi e me li porterai sopra un piatto. Quando fu l´ora, il ragazzino si arrampicò sull´albero, colse i fichi e li posò nel piatto. Appena se li vide davanti, non seppe resistere alla tentazione e mentre andava da Arlotto ne mangiò uno.

Il parroco lo rimproverò:
- Dov´è l´altro fico.
- L´ho mangiato, ammese il piccolo.
- Ah si? E come hai fatto?
Il ragazzino era già intimorito e pensava che il parroco volesse spare come lo aveva mangiato e cosi prese il secondo fico per il piccielo e senza sbuciarlo se lo mangiò in un boccone.
Il parroco era sbalordito: prima montò su tutte le furie, poi sorrise alla furberia ingenua del ragazzino e lo perdonò.

(continua nella prossima edizione)

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